UNIONCASA è  riconosciuta dal Ministero dei Lavori Pubblici con D.M. 5 marzo 1999 come associazione maggiormente rappresentativa di categoria.
 
E' nata con l’obiettivo di rappresentare un punto di riferimento dinamico per chi crede ed opera nel settore immobiliare, tutelando i diritti della proprietà immobiliare.

CONSULENZA - CONTRATTI DI LOCAZIONE - SFRATTI
    ASSEVERAZIONE-ATTESTAZIONE CONTRATTI DI LOCAZIONI A CANONE CONCORDATO 

In data 15 e 23 maggio 2018 le Associazioni rappresentative della proprietà e dei conduttori della provincia di Brescia, hanno depositato i nuovi accordi per Brescia e gli altri comuni della provincia sul nuovo contratto concordato, stabilendo nuovi parametri e condizioni.

Per accedere ai benefici fiscali il contratto dovrà essere predisposto sul modello del Ministero ed avere l'asseverazione di una delle associazioni firmatarie.

L'asseverazione-attestazione è un servizio riservato agli Associati di Unioncasa.

 

Lettera aperta dai proprietari di casa e dai conduttori alle Istituzioni

Le associazioni dei proprietari immobiliari di Brescia

APEBS Confedilizia con il dott. Amendolagine
APPC Brescia /Palazzolo con il dott. Vincenzo Vecchio ed il dott. Massimo Romano
ASPPI Brescia con la dott.ssa Simona Maranza
CONFAPPI Brescia con la geom. Brigida Bolzoni
UNIONCASA con l’avv. Piergiuseppe Caldana
UPPI Brescia con l’avv. Leonardo Pappalardo

e degli inquilini di Brescia

CONIA Brescia con il rag. Grassini
SUNIA Brescia con il dott. Simone Cardin
FEDER CASA con il rag. Giovanni Rizzo
UNIAT con l’avv. Michele Radici
SICET con il dott. Emanuele Gilberti

Riunite, nelle forme consentite dalle vigenti disposizioni (riunione telematica) in data
18/11/20, in coordinamento plenario, hanno espresso la seguenti determinazioni.
Le associazioni, sollecitate dai propri iscritti e nell’ambito delle rispettive attività
sindacali, hanno

PRESO ATTO

– di come l’emergenza “Covid 19” abbia notevolmente inciso – e stia continuando ad
incidere – sulla capacità economica delle famiglie e dei singoli nell’affrontare gli impegni
imprescindibili quali il pagamento dei canoni di locazione, delle utenze, nonché delle
spese accessorie per le gestioni condominiali, con effetti che vanno a ricadere con a
cascata su tutto il comparto;
– che l’apporto delle scriventi associazioni alla grave (anzi smisurata) crisi economica non
può certo essere risolutivo per le categorie rappresentate, ma è in ogni caso intento
comune di tutte le parti coinvolte moltiplicare il proprio impegno nell’assistenza dei
propri associati in particolare nella tutela dei diritti primari della persona;
– che nell’attuale contingenza segnata dalla pandemia e dalla conseguente recessione
economica o addirittura di chiusura di interi comparti dei settori produttivi, si sono
significativamente moltiplicate le richieste di differimento o di riduzione dei canoni da
parte dei conduttori, talvolta con richieste di deroghe al di sotto dei minimi previsti dai
vigenti accordi territoriali per la determinazione dei contratti a canone concordato (di cui
all’art. 2 c. 3 L. 431/1998), o addirittura di risoluzione anticipata (in particolare per i
contratti transitori);
– che, la ulteriore situazione di morosità relativa alle utenze dei servizi di c.d. pubblica
utilità (acqua, energia elettrica, gas) individuali e condominiali, nonché le recenti prese di
posizione assunte da parte degli Enti erogatori, con il voler addossare onerosissime
incombenze in ambito condominiale (in particolare agli Amministratori), andranno a
determinare il rischio – assai fondato – di ulteriori conflitti e contenziosi che lacereranno
un comparto essenziale e già assai travagliato come quello della casa stravolgendo i
delicati equilibri in essere ed i rapporti tra parte proprietaria ed inquilini che negli ultimi
anni si sono raggiunti con l’impegno di tutti;
– che il perdurare della crisi pandemica e la pressoché totale ignavia da parte del Governo
nei riguardi delle difficoltà manifestatesi nel periodo sia da parte dei conduttori che dei
proprietari, portano ciascuna parte a richiamare i propri associati ad uno spirito di
solidarietà e di mutuo sostegno, che esprima – per quanto possibile – una prima risposta
alle emergenze sopra rilevate del comparto abitativo, all’unanimità hanno

CONCORDATO

a) che sino al 30/06/2021, salvo ulteriore proroga dello “Stato di Emergenza COVID”, i
conduttori, ove a ragione di rilevanti riduzioni dei salari o dei ricavi, non siano più in
grado di onorare i pagamenti dei canoni di locazione, per i contratti a canone
concordato, potranno attivare una procedura di richiesta di riduzione temporanea del
canone, anche al di sotto dei minimi come accertati nell’asseverazione, e ciò entro
comunque la soglia di riduzione del 20% (minimo tabellare – 20%);
b) che le parti, locatore e conduttore, ove raggiungano l’accordo in tal senso, dovranno
sottoporre detto accordo di riduzione alle associazioni di categoria firmatarie l’accordo
territoriale, le quali, previa verifica dei termini sopra detti, le confermeranno con
apposita dichiarazione congiunta (una associazione per parte), ed a tal fine verrà
utilizzata la procedura già prevista e disciplinata dal Regolamento attuativo dell’Accordo
territoriale per il Comune di Brescia e per i Comuni della Provincia di Brescia, per la
convocazione della Commissione di Conciliazione presso ACB, che si riunirà
periodicamente (in modalità da remoto);
c) che all’esito dell’incontro di cui al punto precedente le associazioni, effettuate le
opportune verifiche, rilasceranno dichiarazione di conformità da trasmettere anche ai
competenti uffici a fini fiscali :
d) che le associazioni precisano che, ove venga dichiarata ammissibile la riduzione
temporanea del canone, faranno sottoscrivere al locatore l’impegno a non richiedere in
futuro conguagli o rimborsi ed al conduttore l’impegno a riprendere vigenza del canone
originario nei termini previsti dal precedente punto a);
e) Che le associazioni per tale impegno non richiederanno alcun onere o contributo
spese.

* * * * *

Lo sforzo congiunto a tutela dei propri rappresentati è uno dei supporti che le
associazioni bresciane della proprietà e degli inquilini hanno ritenuto necessario offrire
come contributo all’impegno che tutti ad ogni livello sociale stanno facendo per
superare quanto prima la grave fase che stiamo attraversando.
Questo ha portato quale ulteriore iniziativa delle scriventi Associazioni a

RICHIEDERE

L’apertura di tavoli di confronto con le rappresentanze istituzionali, con i Comuni
maggiormente interessati della provincia bresciana oltre al comune Capoluogo per poter
coordinare eventuali interventi a cui le associazioni possano dare ulteriore sostegno, sia
presso gli associati sia presso altre istituzioni.
Sottolineano come, purtroppo, non potendosi nel breve periodo prefigurare scenari di
completa soluzione della pandemia in atto, si possono ragionevolmente prevedere
conseguenze devastanti sia per la proprietà (in particolare per l’ampio settore della
piccola proprietà immobiliare) sia sui conduttori che dovranno affrontare periodi di
privazioni importanti, con rischi concreti di stravolgimento degli equilibri sociali .
A tal fine ritengono che con le istituzioni comunali, provinciali e regionali sia necessario
un confronto improcrastinabile a cui siano parte importante i detentori di monopoli e di
somministrazioni di servizi pubblici essenziali. A tal fine

SOLLECITANO

l’assunzione da parte delle istituzioni politiche, amministrative ed economiche, di ogni
iniziativa possibile a supporto concreto dei bisogni, in particolare delle fasce più deboli
della popolazione, ad esempio con l’adozione di moratorie immediate nelle pretese di
imposte, tariffe, tributi, e di tutto quanto oggi rende oltremodo difficoltoso affrontare
la quotidiana sopravvivenza.
Ribadiscono il proprio impegno e la continua disponibilità al confronto sia tra loro sia in
particolare con le Istituzioni affinché si possano insieme intraprendere tutte le iniziative
opportune e sostenibili, per una efficace “politica abitativa” secondo criteri di
sussidiarietà, nel solco dei principi della nostra Carta Costituzionale che ci sono maestri.

Brescia, 18 novembre 2020.

Le associazioni rappresentative della proprietà immobiliare per la Provincia di Brescia
APEBS – APPC – ASPPI – CONFAPPI – UNIONCASA – UPPI

Le associazioni rappresentative degli inquilini per la Provincia di Brescia
CONIA – FEDERCASA – SUNIA – SICET – UNIAT

 

CORONAVIRUS. Le proposte di Unioncasa per i proprietari immobiliari

La recente situazione congiunturale ha già iniziato a colpire gravemente il settore delle locazioni abitative e ad uso diverso i cui effetti inevitabilmente si stanno ripercuotendo sul mancato pagamento dei canoni.

Fonti autorevoli (Adnkronos 23/03/2020) indicano al momento oltre il 60% di imprese forzosamente chiuse, situazione che coinvolge oltre 7,5 milioni di dipendenti cui vanno ad aggiungersi una schiera di lavoratori autonomi ed imprenditori (poco meno di 4 milioni di persone) di cui molti, in mancanza di un intervento immediato, non avranno la forza di proseguire nelle loro attività.

 A tali impressionanti dati, probabilmente destinati a crescere, si aggiungono (Fonte OMI-ABI 2019) 1.377.000 contratti ad uso abitativo, 365.000 contratti ad uso diverso e 287.000 contratti per studenti universitari a rischio di insolvenza.

 Imprese che chiudono, persone che perdono il lavoro, studenti che rientrano in famiglia possono ragionevolmente seppure drammaticamente rappresentare una percentuale vicina al 65% dei contratti di locazione a rischio, quando già non conclamata, di morosità.

Ma sarebbe miope non intravedere l'altra faccia della medaglia, anch'essa negativa, con una proprietà messa in ginocchio dal mancato pagamento dei canoni, da massivi rilasci anticipati, in un contesto dove, per alcuni, il canone rappresenta l'unica fonte di sostentamento, per altri l'oggetto di un'impresa che giocoforza li farebbe soccombere.

Siamo tutti d'accordo che la situazione comporta morosità sicuramente per molti aspetti incolpevoli, ma allo stesso modo anche la proprietà si sta ritrovando in una non minore situazione emergenziale.

 Vi sono persone che hanno come unico mezzo di sostentamento l'affitto e imprese che su tale attività hanno fondato la loro esistenza. Sarebbe impensabile considerare provvedimenti volti a far ricadere su una sola parte contrattuale gli effetti di questa drammatica situazione.

 A tal proposito per tramite del suo Centro Studi, Unioncasa ha fin da subito considerato l'urgenza della problematica, segnalando dapprima al Premier Conte l'emergenza, ed ora, dopo più attenta seppure tempestiva analisi, formulando le seguenti circostanziate proposte finalizzate al raggiungimento di un Accordo di Solidarietà che tenga in considerazione l'obiettivo generale di uscirne insieme, gli uni con gli altri, senza contrapposizioni ma con il rispetto delle singole esigenze.

Proposte del Centro Studi dell'Associazione Unioncasa


1) ISTITUZIONE DI UN FONDO DI SOLIDARIETÀ NAZIONALE SULLE LOCAZIONI:
Si chiede l'istituzione di un Fondo di Solidarietà Nazionale sulle Locazioni per fare fronte alla totale o parziale impossibilità di pagamento del canone di locazione a causa dell'emergenza COVID-19. L'accesso al fondo è garantito ai proprietari per i quali il canone di affitto rappresenti l'unico o il principale mezzo di sussistenza.
2) PATTO DI SOLIDARIETÀ:
In materia di locazioni di immobili ad uso abitativo e ad uso diverso è prevista la possibilità della stipula di un patto di solidarietà tra locatore e conduttore, a fronte di comprovate ed oggettive difficoltà economiche di quest'ultimo, da documentare mediante autocertificazione. Il patto, da redigere in forma scritta (anche tramite email o altre idonee tecnologie digitali) attestato dalle Associazioni di Categoria, riduce temporaneamente il solo canone di locazione per un periodo di 6 mesi, rivedibile ed eventualmente rinnovabile ogni 3 mesi, in base all'evolversi della situazione contingente.
Ciò anche in deroga ai valori minimi previsti dagli Accordi Territoriali vigenti.
Tale patto corredato al modello 69 (Richiesta di Registrazione - D.M. 24 giugno 1986 n. 1) deve essere registrato presso l'Agenzia delle Entrate attraverso apposito flusso telematico oppure inviato ad un indirizzo PEC entro 30 giorni dalla sottoscrizione.
Al locatore che avrà aderito al patto di solidarietà è riconosciuto un credito di imposta in misura pari alla riduzione accordata sull'ammontare del canone.
3) ESENZIONE IMPOSTE SULLA PROPRIETÀ IN CASO DI MOROSITÀ DELL'INQUILINO:
Nel caso in cui l'inquilino risulti moroso per motivi riconducibili all'emergenza COVID-19, e non si sia addivenuto al Patto di solidarietà di cui al punto precedente, al locatore viene riconosciuto un credito d'imposta pari all'intero canone di locazione, o a quella porzione di canone non corrisposto.
4) ESTENSIONE DELLA CEDOLARE SECCA A TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE:
Si chiede l'estensione all'intero territorio nazionale della normativa sulla Cedolare Secca (art. 3, D. Lgs. n. 23/2011) con aliquota ridotta al 10% per i soli contratti a canone agevolato (art. 2, comma 3; art. 5 comma 1 e 3; art. 8, L. n. 431/1998) a causa del sopraggiunto stato di emergenza (parificabile a stato di calamità').